Tarot Coach

Tarot Coach

l’arte di comprendere

 

Il Tarot Coach non è un arte divinatoria!

È un modo per permetterti di essere di nuovo protagonista della tua vita e non più “vittima” degli eventi e delle persone, o spettatore passivo di un film di cui non hai scritto tu la sceneggiatura.

Questa tecnica permette di sciogliere vecchi nodi che tengono bloccati nella zona di confort, che ora sono sempre più scomodi, stretti e limitanti

Come in una seduta di coaching il tarot coach aiuta a comprendere le motivazioni profonde che hanno condotto a questo punto della vita ed a fornire le chiavi per superare questi blocchi che si stanno infrapponendo per la realizzazione concreta dei progetti risvegliando i propri talenti.

Quando ci sente arrivati ad un bivio che sia professionale o di qualsivoglia natura è necessario prendere la giusta direzione evitando di perdere energie, entusiasmo e forza di volontà.

Il Tarot Talents Coach si avvale innanzitutto dei Tarocchi di Marsiglia, un meraviglioso strumento millenario e scientifico di connessione diretta con il proprio sé superiore (o anima), per far emergere e portare alla luce eventuali memorie o schemi bloccanti ed auto sabotanti di natura transgenerazionale o legate ad un vissuto intrauterino problematico (sindrome del gemello scomparso ad esempio) che impediscono od ostacolano la manifestazione e realizzazione concreta dei propri talenti naturali. Poi, se durante la sessione emergono particolari ostacoli da rimuovere, è possibile praticare una pulizia emozionale per ripulire la memoria cellulare da questi blocchi (“debiti familiari” ereditari o memorie dolorose legate ad un vissuto intrauterino o ad un parto problematici) o ricorrere ad altre tecniche energetiche utili a questo scopo.

Ripetitività 

una sola sessione di Tarot Coach permette  già  di fare  parecchio lavoro sulla strada del cambiamento! Non sono quindi previste sessioni successive, a meno che non si senta il desiderio  di fare il punto della situazione qualche tempo dopo la sessione, oppure se si desidera in seguito approfondire anche altre tematiche. Ogni sessione infatti lavora molto in profondità, anche e soprattutto a livello energetico, ed è quindi necessario lasciar passare un po’ di tempo affinché possa completare il suo processo e la sua azione e manifestare i risultati anche nella realtà fisica e materiale.

Il Tarot coach è il mezzo tu sei la via

Cranio sacrale – il respiro delle ossa

Cranio Sacrale

il respiro delle ossa

 

Il ritmo cranio sacrale chiamato anche ‘pulsazione primaria’

Il ritmo cranio sacrale trasporta la condizione psico-fisica. Nella sua condizione normale, il ritmo cranio sacrale è molto lento e rilassato, con cicli che vanno dai 3 ai 5 secondi. Ed è sinonimo di rilassatezza. Basarsi su questo ritmo vuol dire entrare in una condizione di profondo rilassamento, simile alla fase precedente al sonno, in cui il cervello assume il cosiddetto ‘ritmo alfa’.

Questa tecnica entra in sintonia con questo ritmo. In realtà, è la persona a guidare l’operatore.

Prima cosa da fare: stendersi, rilassarsi e respirare lentamente. Rilassarsi vuol dire essere allineati al ritmo cranio sacrale. Sarà dunque il corpo a guidare l’operatore.

Il trattamento cranio sacrale è finalizzato a bilanciare le strutture del corpo in difetto, armonizzandole e riallineandole. Sono sufficienti le mani dell’operatore. Queste, grazie a leggerissimi movimenti, che si mettono in ascolto per decifrare il ritmo e, una volta constatato il problema, operano una pressione per rispondere.

Spesso, quando il ritmo è debole, ci sono dei blocchi, correlati a dolore, limitatezza del movimento o cicatrici e traumi. A zone con ritmo debole, l’operatore risponde liberando la tensione accumulata liberando le energie precedentemente in tensione, il corpo rompe la contrazione e aumenta l’energia. E il benessere è assicurato!

Il tutto deve essere accompagnato da un supporto del respiro, ossia rieducare la persona a respirare nel modo corretto in quanto tutto l’organismo risponde ai ritmi respiratori, liquor compreso.

Il trattamento cranio sacrale può essere applicato per moltissime problematiche sia di natura fisiologica sia di origine psicosomatica.
Innanzitutto è un trattamento rilassante e molte patologie legate a forme di stress ne traggono beneficio.

  • Disturbi del sonno, iperattività, respirazione difficoltosa, asma, nervoso;
  • disturbi da posture scorrette che coinvolgono il rachide, dolori cronici anche articolari rispondono positivamente al trattamento cranio sacrale, lombalgie, sciatalgie;
  • disfunzioni endocrine, disturbi di natura ginecologica e viscerali;
  • difficoltà digestive, dovute a stress, ansia;
  • disturbi a carico del sistema cardio respiratorio.

 

Ripetitività dei trattamenti e durata

Non ci sono regole ed ogni individuo è un mondo a sé, tuttavia l’indicazione generale è un trattamento della durata di un’ora circa a settimana, per almeno 3/4 settimane. Dopodiché in funzione degli obiettivi e dei benefici riscontrati, il cliente potrà decidere confrontandosi con l’operatore, se proseguire il trattamento, con quale cadenza e per quanto tempo.

Contrastando i blocchi che creano un limite ti contornerai di ciò che ti farà sentire libero.

Sindrome di Wanderlust – La malattia del viaggiatore

Sindrome di Wanderlust 

La malattia del viaggiatore

 

Il gene del viaggio è il recettore della dopamina D4

Per molti viaggiare è un piacere, un premio che si concedono dopo aver tanto lavorato ma purtroppo per altri è una vera e propria malattia, una dipendenza malsana che limita la realizzazione della propria esistenza.

Tutto ebbe origine nel 1999 da una ricerca condotta presso La university of California, a Irvine , dalla ricerca è emerso che il DRD4 è un tipo di recettore metabotropico accoppiato a proteine G, soprattutto presenti nel sistema nervoso centrale dei vertebrati. La dopamina, un neurotrasmettitore, è l’agonista endogeno dei recettori dopaminergici.

I recettori dopaminergici hanno un ruolo in una serie di processi neurologici quali: processi cognitivi, memoria, motivazione, apprendimento, movimento e regolazione delle vie di segnale di tipo neuroendocrino e addirittura sul piacere.

Di questo recettore però ne esiste una variante codificata come DRD4-7R che è appunto “il gene del viaggiatore” o “gene della sindrome di Wanderlust”.

Wanderlust è considerata una malattia in quanto la sua influenza è esponenziale, pertanto più si ha il bisogno di viaggiare e più questo crescerà viaggiando.

Ecco alcuni sintomi di questa sindrome

  • torni da un viaggio ma già pensi al prossimo
  • i tour organizzati non fanno per te
  • le vacanze in villaggio le lasci ai tuoi nonni
  • perderti in una nuova città ti da adrenalina
  • non pianifichi mai completamente il tuo viaggio
  • provi piacere a passare ore fra motori di ricerca per voli aerei
  • il non conoscere perfettamente una lingua non ti spaventa
  • mangi tutto quello che mangiano le persone del posto
  • ti piace conoscere tradizioni e culture del luogo
  • sai sempre dove esattamente si trova il tuo passaporto
  • sogni ad occhi aperti posti in cui non sei mai stato
  • parli sempre di viaggi
  • sei insofferente se non viaggi per troppo tempo
  • quando torni da un viaggio vieni immediatamente colto dalla malinconia dei giorni passati
  • quando vedi un volo in offerta non resisti e lo acquisti all’istante
  • quando torni da un viaggio pensi già al prossimo
  • ti basta entrare in un aeroporto o in una stazione per essere felice
  • conti i giorni che ti separano dal tuo prossimo viaggio
  • la tua motivazione nell’andare avanti nella quotidianità è data dal fatto che presto farai un bel viaggio
  • ripensi sempre ai viaggi passati
  • Ti senti pienamente vivo e felice solo quando viaggi

 

Chiaro ora il concetto? Non sto parlando di prenotare un weekend al mare ma di un vero viaggio, magari in solitaria in un luogo in cui non sei mai stato.

Anche se può sembrare una cosa positiva purtroppo non lo è in quanto chi soffre di questa malattia non può concedersi una vita sana e normale, come ogni drogato ha bisogno della sua dose di viaggio o la sua mente inizierà a soffrire.

La dromomania ti imprimerà quel tuo viaggio nella testa e non potrai più farne a meno.

Anche il National Geographic ha finanziato uno studio che ha rilevato come i wanderluster siano persone maggiormente propense ad affrontare rischi, a cercare avventure sempre più rischiose al limite talvolta delle proprie facoltà.

Questo perché più si viaggia più il livello di dopamina D4, aumenta portando inevitabilmente ad un circolo vizioso.

Guarire da questa sindrome non vuol dire smettere di viaggiare, vuol dire vivere il viaggio non più come una droga di cui non riuscire a fare a meno ma viverlo nel giusto modo, guarire permette di avere una vita più sana e di realizzarsi nei diversi ambiti, dedicandosi anche ad hobby o a talenti che fino ad ora sono stati spazzati via dall’ossessione compulsiva del pensiero costante di viaggio.

Il lato oscuro delle emozioni

Il lato oscuro delle emozioni

la testimonianza di Luna

 

Ascoltare i sintomi e riconoscerne il messaggio è il primo passo per guarire

Attraverso il mio lavoro cerco di portare a galla le emozioni nascoste che nel tempo hanno portato la manifestazione di sintomi e malattie.

Oggi porto la testimonianza di Luna (per preservare la privacy ho utilizzato un nome di fantasia) questa persona da oltre 5 anni manifesta un forte bruciore allo stomaco, forti reflussi gastrici, dolore cervicale importante ed un cardias beante (valvola dello stomaco mal funzionante) il quale viene riconosciuto essere la causa dei disturbi.

Dopo aver fatto molte visite le viene detto che l’unico modo di risolvere questo disturbo è intervenire chirurgicamente sul cardias.

Ogni tentativo farmacologico è miseramente fallito!

Ho iniziato la mia ricerca cercando di capire quale fosse l’emozione responsabile di tale disastro e dopo un’attenta analisi è emersa una violenta litigata in famiglia legata ad una inaspettata gravidanza, tale evento ha creato nell’inconscio di Luna una DHS ossia un conflitto che si è generato e che si è manifestato nel suo sistema neurovegetativo.

Il conflitto vissuto è legato al territorio il quale è stato vissuto nella corteccia cerebrale ed ha impattato sullo stomaco.

Ho aiutato Luna a risolvere il conflitto dando un segnale diverso alla sua corteccia e come per magia dal giorno dopo tutti i disturbi sono scomparsi e non si sono più manifestati nel tempo.

Ha ripreso la sua vita in modo del tutto normale, dorme nuovamente, mangia qualsiasi cosa ed è tornata di ottimo umore.

Ogni conflitto genera un’emozione che viene gestita da un’apposita area del cervello la quale poi va ad impattare sul corpo, tale manifestazione può essere immediata oppure ci vogliono anni ma è solo questione di tempo.

È fondamentale lavorare sui conflitti vissuti per ripristinare lo stato di salute sia mentale che fisico.

Ogni giorno vengono vissuti conflitti molti dei quali addirittura non riconosciuti responsabili dei disturbi del corpo.

Se c’è un sintomo allora c’è un conflitto.