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Microbiota intestinale e Parkinson e se la causa fosse proprio questa?
Correlazione tra microbiota intestinale e malattie neuro degenerative
molto più di una semplice ipotesi
La malattia di Parkinson non riguarda esclusivamente il cervello, ma coinvolge l’intero terreno biologico della persona, in particolare l’intestino. Negli ultimi anni, anche la ricerca scientifica ha confermato l’importanza dell’asse intestino–cervello, ponendo il microbiota intestinale al centro di un delicato equilibrio tra sistema nervoso, immunitario ed energetico.
Ovviamente questo articolo ha uno scopo divulgativo ed informativo ed intende offrire una chiave di lettura complementare, senza sostituirsi in alcun modo al parere o alle terapie mediche.
Ma diamo uno sguardo più da vicino a questa ipotesi che si sta rendendo molto più reale di quanto non si ipotizzi.
Per prima cosa capiamo cos’è il microbiota intestinale, è l’insieme di microrganismi che popolano il nostro intestino. Composto da miliardi di batteri, virus, funghi, protozoi, che vivono nel nostro intestino, formando un ecosistema complesso e fondamentale per la salute, svolgendo funzioni cruciali come la digestione, la produzione di vitamine (B, K), il supporto immunitario e la protezione da patogeni, influenzando anche metabolismo e benessere psicologico (asse intestino-cervello).
La sua funzione è fondamentale per la digestione e l’assimilazione dei nutrienti, la regolazione del sistema immunitario, la produzione di sostanze neuro attive, il mantenimento dell’equilibrio infiammatorio dell’organismo.
Quando questo ecosistema è in equilibrio (eubiosi), sostiene la vitalità generale. Quando invece si altera (disbiosi), può diventare un fattore di disturbo sistemico, con ripercussioni su tutto l’organismo
Recenti ricerche hanno dimostrato come l’alterazione del microbiota sia responsabile di quasi tutte le patologie che colpiscono l’essere vivente umano o animale che sia.
In particolar modo mi voglio soffermare sulla malattia di Parkinson i cui sintomi si manifestano in modo silenzioso e subdolo moltissimi anni prima della malattia stessa, disbiosi, stipsi, gonfiore, digestione lenta, disturbo del sonno sono solo alcuni.
Responsabile di tutto questo è una proteina chiamata alfa-sinucleina, è una piccola proteina neuronale che in funzione normale aiuta nella trasmissione degli impulsi nervosi, regolando il rilascio di neurotrasmettitori. Ma quando si ripiega in modo errato e si aggrega, forma depositi tossici detti corpi di Lewy, responsabili di malattie come Parkinson e demenza.
Questi rifiuti tossici si depositano nelle cellule nervose intestinali anni prima dei sintomi motori, e da qui può diffondersi al cervello tramite il nervo vago, causando neuro degenerazione. Disturbi gastrointestinali e alterazioni del microbiota intestinale sono spesso precoci indicatori, suggerendo che tossine ambientali o batteri possano innescare il mal ripiegamento della proteina, per questo l’intestino è un marcatore fondamentale.
In presenza di disbiosi, l’intestino può diventare una fonte costante di segnali infiammatori. Questo stato di infiammazione di basso grado, protratto nel tempo, è considerato un importante fattore di stress per il sistema nervoso.
Per poter intervenire in modo mirato, è fondamentale conoscere lo stato del microbiota intestinale. L’esame del microbiota consente di valutare la varietà batterica, l’eventuale presenza di disbiosi, la predominanza di ceppi pro-infiammatori o protettivi.
In un percorso naturopatico, questo esame rappresenta uno strumento prezioso per personalizzare gli interventi di riequilibrio e monitorarne l’evoluzione nel tempo.
La relazione tra microbiota intestinale, alfa-sinucleina e Parkinson ci invita a superare una visione frammentata del corpo. In naturopatia, il lavoro sull’intestino rappresenta un punto di partenza fondamentale per sostenere l’equilibrio del sistema nervoso e la qualità della vita.
Prendersi cura del microbiota significa prendersi cura del dialogo profondo tra intestino e cervello, con un approccio rispettoso, personalizzato e orientato alla persona nella sua interezza.
Inoltre un lavoro eseguito con specifici generatori di frequenza possono aiutare a ripristinare le famiglie dei microbioti, aiutare nel processo di riequilibrio dello stato infiammatorio e la distruzione dei patogeni.
