Coronavirus – l’elaborazione del lutto

Dedico questo articolo a tutti coloro che hanno perso una persona cara senza averla potuta salutare.

 

Per tutte le persone che hanno perso una persona cara a causa di questo invisibile e letale nemico che ci tiene prigionieri….

La morte, questa sconosciuta che entra prepotentemente dalla porta principale senza che nessuno gli abbia aperto; ruba un cuore che batte e lo porta via con sé lasciando solo l’infinito attonito vuoto.

Si dice che il dolore sia sordomuto, sordo poiché ascolta solo sé stesso e muto perché non ci sono parole per poterlo esprimere, il dolore del lutto è certamente il più forte tra tutti i dolori che il cuore può sopportare, graffia l’anima, ne lascia il segno, cicatrici profonde che un giorno smetteranno di sanguinare poiché il tempo aiuta, ma esse sono presenti alla memoria, tracciano un ricordo indelebile che cambia inevitabilmente la propria vita.

Accettare tutto questo è molto duro soprattutto quando non è possibile salutare colui/lei che si è amato quell’ultimo silenzioso abbraccio, quella stretta forte delle mani che tutto racchiude.

A tutti coloro per cui non è stato possibile accompagnare il proprio caro/a alla fine di questa vita terrena sappiate che i vostri cari sono con voi, vivono in una dimensione dove il dolore non esiste, dove regna la pace sovrana, ricordateli nella gioia dei loro sorrisi, cercateli nel vento, nel sole, in ogni cosa attorno a voi, vi risponderanno con infinito amore.

Se nel vostro cuore sentite di avere dei sospesi con loro, delle cose non dette allora prendetevi del tempo, sedete comodamente e scrivete loro la più bella lettera che racchiuda tutti i vostri sentimenti nei loro confronti. Concludete poi con questa bellissima frase che arriva dal mondo delle costellazioni familiari.

“Caro/a …… ti onoro, onorando il tuo destino, ti lascio andare nella pace so che un giorno, quando sarà il momento, ci ritroveremo”

Dopodiché bruciate la lettera poiché in questo modo possiate consegnarla direttamente nell’essenza dei vostri destinatari, lasciate che il vento porti via la cenere come quell’addio che avevate il diritto di avere ma che è stato spezzato da qualcosa di più grande al quale non era possibile ribellarsi.

Lasciate che la rabbia svanisca insieme a tutte le frasi ignoranti, i commenti, i giudizi non richiesti.

Restate dentro di voi, ascoltare il vostro dolore e trasformatelo in amore da mandare a tutti quelli che stanno elaborando il vostro stesso dolore.

L’amore è l’unica medicina che non ha bisogno di prescrizione, l’unica capace di guarire il cuore.

Coloro che se ne sono andati non sono degli assenti, ma degli invisibili che tengono le loro mani prive di contatto sulle vostre guance piene di lacrime, piene di dolore cercando invano di fermarle.

L’amore che vi univa ai vostri cari è il solo capace di fermarle, appoggiate le vostre mani sulle guance e sentite la loro presenza, lasciate che il cuore si riempia di nuovo amore, alzate i vostri sguardi al futuro vi è stata data la vita, vivetela anche in onore di coloro che non ci sono più, cosicché un giorno quando vi rincontrerete avrete un sacco di storie bellissime da raccontare loro.

Non esistono adii, solo temporanei saluti.

Non avvicinarti alla mia tomba piangendo, non ci sono, non dormo li.

Io sono come mille venti che soffiano. Io sono come un diamante nella neve, splendente. Io sono la luce del sole sul grano dorato. Io sono la pioggia gentile attesa in autunno. Quando ti svegli la mattina tranquilla, sono il canto di uno stormo di uccelli. Io sono anche le stelle che brillano, mentre la notte cade sulla tua finestra. Perciò non avvicinarti alla mia tomba piangendo. Non ci sono. Io non sono morto